giovedì 11 dicembre 2014

Conto alla rovescia per i minimi al 5%

Avrei dovuto scrivere un post sul nuovo regime agevolato dei minimi al 15% da settimane.
E dovrei scrivere anche un post sugli acquisti extracomunitari e un altro paio di cosette.
Ma decisamente non sono Wonder Woman e quindi ho dovuto procrastinare.

Ma ancora in tempo utile eccomi, velocemente vi racconto che dal 1° gennaio 2015 chi apre la partita IVA finirà direttamente nel regime dei minimi con tassazione al 15%, restandoci finché non sforerà la soglia di fatturato relativa alla propria attività (dipenderà dal codice attività, codice ATECO, scelto in fase di apertura della partita IVA). Le soglie andranno 15.000 ai 40.000 euro. E qui mi permetto un parere personale e lo dico ad alta voce:
LA SOGLIA DI 15.000 EURO È UN INSULTO ALLA NOSTRA INTELLIGENZA.

E i minimi al 5%? Quelli grazie ai quali molti di noi hanno aperto la propria attività e stanno provando a crescere per entrare nei regimi ordinari e magari dare del lavoro ad altre persone?

I minimi al 5% saranno una categoria residuale. Ad esempio io ho aperto la partita IVA con questo regime nel 2012 e quindi potrò mantenerlo fino a tutto il 2016. Se nel 2016 avessi ancora meno di 35 anni (purtroppo non è così) potrei restare nei minimi fino al compimento del 35esimo anno di età.

In sintesi:
VENGHINO SIORI VENGHINO!

Aprite la partita IVA entro il 31/12/2014 perché è vero che perderete un anno di beneficio fiscale, se aprite a fine anno quei pochi giorni conteranno come anno intero, ma vi ritroverete 4 anni al 5% (o anche più se avete meno di 30 anni) che possono essere utili anche solo per "sperimentare" l'avventura di un'attività in proprio.
Ma occhio ai contributi però, per la gestione separata sono previsti degli aumenti (ma questa è un'altra storia...)

Questa e altre cose le ho raccontate al Mammacheblog Creativo dello scorso 29 novembre:


mercoledì 26 novembre 2014

Novità lavorative, asilo nido e #MammaCheBlog Creativo

No, non ho abbandonato il mio blog, anzi.
Sono in piena fase di trasloco su un vero e proprio sito fatto come si deve da una professionista seria. Manca poco.
E questa è una novità.

Poi...

Poi finalmente Bino è entrato al nido, per l'inserimento tra regole comunali e broncospasmi c'è voluto più di un mese e un crollo del mio fatturato, ma pare ce l'abbiamo fatta (sempre malanni permettendo).

Ora posso dirlo: è un anno che mando avanti l'attività riuscendo a lavorare al massimo due ore al giorno, spesso non consecutive. Solo chi ha passato questi momenti può capire cosa vuol dire avere addirittura quattro ore consecutive a disposizione! E io quelle ore le sto facendo fruttare e mando via preventivi e sviluppo nuovi business come non ci fosse un domani. Nel dettaglio sto realizzando un piccolo grande sogno che avevo accantonato per via della gravidanza: dedicarmi alla formazione individuale di professionisti a digiuno di social media. Diciamo che la mia vita professionale si era congelata proprio lì, con un primo, piccolo corso individuale. E da lì riprendo e non vedo l'ora!

E poi...

Poi sabato prossimo, fra 3 giorni insomma, c'è il MammaCheBlog Creativo e tornerò a parlare davanti a tantissime persone dopo un decennio circa. E sono emozionatissima.

Insieme a Francesca Marano e Silvia Tropea parleremo degli aspetti tecnici, legali e fiscali legati alla vendita online della propria creatività. Di seguito un'anticipazione di quel che diremo:
Vendere la creatività: le dritte di Silvia Tropea, Michela Calculli e Francesca Marano

Ci vediamo lì?

martedì 7 ottobre 2014

Hotpoint Ariston ovvero che ci faccio in un team di foodblogger?

Su queste pagine ho più volte raccontato di quanto io fatichi al pensiero di fare da mangiare per tutta la famiglia. Me la cavo abbastanza bene in cucina, ma cucinare non mi appassiona, lo vivo come un dovere, non mi rilassa e userei il mio tempo diversamente.

Insomma non sarei proprio una cuoca negata, ma di cucinare e sporcare la cucina spesso non mi va.

Questa mia "pigrizia" deve essere arrivata al signor Hotpoint Ariston che mi ha invitata ad entrare nel suo team di blogger: un gruppo di blogger che mese dopo mese forniranno consigli utili in cucina e ricette facili e veloci. Un vero dream team composto da Ilaria Mazzarotta di Comfortfoodie, Teresa Balzano di Peperoni e Patate e Sara e Paolo di Fico e Uva.
E visti i nomi dei miei compagni di viaggio e la mission del blogger team, mi sono chiesta: "Ma come, proprio io? Sono una mamma sì, ma di cucinare proprio non mi va!"
Poi ho visto i piccoli elettrodomestici HD Line di Hotpoint Ariston, ne ho provato qualcuno e ho capito che avevano scelto me non a caso. Facili da smontare e da lavare, con questi gioiellini posso farcela anch'io.


Due su tutti:
  • Exta Long Digital Toaster: un tostapane che scongela il pane, ha 8 livelli diversi di tostatura, si pulisce in pochi secondi e... fa saltare le fettine come nelle serie TV americane (vi lascio immaginare l'attesa della fettina volante dei miei figli);
  • HD Line Steam Blender: un frullatore che però cuoce a vapore. Praticamente l'oggetto dei desideri di una famiglia che sta svezzando un pupetto e noi stiamo svezzando Bino.

Insomma nei prossimi mesi sarò impegnata a spignattare con i piccoli elettrodomestici Hotponit Ariston e a condividere trucchetti salvatempo per mamme super impegnate nel quotidiano "tetris" lavoro-famiglia, a meno che... il vero re della nostra cucina, mio marito, non mi escluda dall'idillio lasciandomi lì a fotografare i consigli.

Consigli e ricette che verranno pubblicati sulla pagina Facebook ufficiale di Hotpoint Ariston e sul sito.

giovedì 25 settembre 2014

Non mi divertivo più

Da quando, poco meno di 3 anni fa, mi sono messa in proprio, sono diventata freelance, sono consapevole che la mia scelta ha un prezzo molto caro.

Per me la parola "libera" della definizione "libera professionista" ha un'importanza immensa e un valore inestimabile.
In questi tre anni sono stata libera di gestire il mio tempo, libera di lavorare alle 5 del mattino e di dormire dopo pranzo (io dopo pranzo dormo anche da sveglia, ditelo a chi mi pagava da dipendente per dormire ad occhi aperti), libera di seguire primo e secondo figlio in tandem con mio marito, libera di fare visite mediche senza permessi, ricatti, occhiatacce, libera di prendere i clienti che mi piacevano e lasciare le attività che rendevano poco e non portavano a nulla.

Ma quel "libera" costa caro, carissimo.
Ho dovuto finanziarlo rivendendomi oggetti di valore all'inizio perché non è che apri la partita IVA e fai un fatturato decente dal primo mese; ho dovuto lavorare in vacanza, di notte, fino al giorno prima di partorire e pochissimi giorni dopo. Ho dovuto lavorare in terapia intensiva, accanto al mio bambino (e ho dovuto farlo su carta, perché il PC non era ammesso e ogni volta che toccavo lo smartphone dovevo poi disinfettarmi le mani).
Ma se ami quello che fai, se ti diverti a farlo, se ti appassiona, tutti quegli "ho dovuto" non contano, anzi contano tantissimo, ma per darti la carica.

Poi però possono capitare cose brutte e puoi avere problemi economici anche se il tuo business plan funziona. Perché non sei da sola, hai una famiglia, fai parte di un sistema e non devi bastare solo a te stessa. Capita che i soldi e la salute si esauriscono e con loro sembra esaurirsi anche la tua passione per il lavoro che nel frattempo è diventato "accetta tutto quello che capita che bisogna fatturare e basta".

E all'improvviso non mi divertivo più, mi sembrava di lavorare in miniera (con il massimo rispetto per chi in miniera ci lavora davvero), non avevo voglia e forza di riempire quei fogli bianchi.
È stato orribile, ho perso di vista i miei obiettivi, ho creduto di non essere più in grado di dare nulla ai miei colleghi e clienti e a me stessa, ho commesso degli errori (che fossero o meno gravi non sta a me dirlo, anche se non sono un cardiochirurgo) e ho pensato di chiudere.

Poi però ho fatto due conti per chiedere un prestito in banca e ho scoperto che il mio fatturato è un po' cresciuto nell'anno in cui sono mezza morta e ho avuto il mio secondo bambino. E ancora alcuni (tutti sarebbe stato un sogno) dei miei clienti mi avevano attesa con pazienza senza sentirsi liberi di sostituirmi con gli innumerevoli attori presenti nel settore, ero la loro prima scelta e tale rimanevo anche se sofferente e un po' confusa. Ho scoperto che chi mi segue online aveva una visione di me molto migliore di quella che avevo io.

Insomma una serie di eventi mi hanno costretta a fermarmi un attimo, ad analizzare le mie risorse e a cercare i miei obiettivi, anche nuovi. Ed è così che sono tornata alle mie cose e al mio lavoro e ho ricominciato, da poco, a divertirmi.

PS: una delle cose che  ha interrotto il mio divertimento è la lotta tra bande rivali nel digitale, una roba che non c'entra niente col mio vissuto personale ma che ha aggravato la situazione finché non ho deciso che a me delle bande non frega assolutamente nulla e che se mi piacciono sia Guelfi che Ghibellini oppure mi stanno sullo stomaco alcuni Guelfi e alcuni Ghibellini, frequenterò quelli che mi fanno sentire a mio agio e va bene così.

Nell'immagine io che torno a divertirmi e a rilassarmi, lavorando.

lunedì 15 settembre 2014

E... quattro!

15 settembre 2014

Caro Ernesto,
oggi riprendi la scuola materna, sarà il tuo secondo anno (il quarto se consideriamo il nido).
Oggi però è un giorno speciale, è il tuo compleanno e come ogni anno ti racconto qui come è andata.
Cominciamo subito...


In questo anno appena trascorso hai innanzitutto iniziato il percorso della materna...



...hai deciso di essere Pastafariano (a tua insaputa)...



...hai imparato a fare il vino, ma anche che i bambini non possono berlo...



...hai deciso che ti piacciono i libri di scienze (e mamma è molto felice di questa cosa)...



...hai visto la pancia della tua mamma crescere e crescere...



...hai quasi perso mamma e fratellino (ma questo ancora non lo sai)...



...hai scelto di mascherarti da pompiere (più supereroe di così!)...



...ti sei calato nel ruolo di fratello maggiore...



...sei sempre Granata...



...hai fatto la tua prima gita scolastica (e ancora ce la racconti periodicamente)...



...hai accolto le vacanze in città, le nostre staycation, come la più grande delle avventure...



...hai una nuova amica, Candy Gatto (Kenny per te), e vi adorate...



...hai affrontato con il sorriso tutti i problemi di salute ed economici che ci sono capitati, sei stato la nostra roccia...



...ma soprattutto...

...hai un nuovo grande amore che va oltre quello di mamma e papà!


giovedì 28 agosto 2014

All'improvviso la nomination ai #MIA14

Ero qui che davo la pappa a Bino, ma la pappa era bollente e tra un cucchiaino e l'altro c'era da raffreddarla.
E allora cucchiaino da una parte e smartphone dall'altra, che oggi tra pappe e pediatre ne avevo di lavoro da recuperare.

All'improvviso una mail diversa dalle altre:
"Gentile dott.ssa Calculli,
sono Alexia e faccio parte dell'organizzazione della IX edizione della Festa della Rete.
Le segnalo che il suo sito è tra i candidati ai MIA 2014, i Macchianera Italian Awards, come Miglior Sito di Economia."

Cooosa!
Ok, il mio blog personale parla anche di economia, io adoro l'economia, sto studiando per l'esame da commercialista (il ruolo più vicino all'economia reale di questo paese fatta di freelance, ditte e PMI), ma come, chi ha proposto la mia nomination?

Sono mesi che vivo inseguendo il lavoro, i figli, le sfighe di vario genere. Sono mesi in cui vivo in una bolla e la Festa della Rete a Rimini era già la mia meta per ricominciare bene e meglio di prima della gravidanza a rischio e di tutto quello che ne è seguito.

Insomma per il 13 e il 14 io avevo già prenotato, adesso però mi tocca pure migliorare la mia idea di outfit, soprattutto per la serata del 13.

Nel frattempo votatemi se vi va, sono nella categoria 17. Miglior sito di economia:

http://www.festadellarete.it/2014/08/28/macchianera-awards-2014-ecco-i-nominati-da-votare/

Qui è quando l'ho detto agli amici:
https://www.facebook.com/michela.calculli/posts/10204322470319231?comment_id=10204330666084120&offset=0&total_comments=74&notif_t=feed_comment

martedì 26 agosto 2014

Di mia madre e dei bagagli smarriti

Nel mese di settembre dovrò partire ben tre volte, due delle quali da sola con i due bambini, una delle quali con l'aereo.
Partire, soprattutto con altri, mi rende nervosetta. Ho sempre il timore di dimenticare qualcosa, adesso ho addirittura il timore di perdermi per strada qualcuno.

Pensando e ripensando, mi sono ricordata della disavventura della mia fashionissima mamma qualche anno fa.

Doverosa premessa: mia madre e mio padre hanno dedicato la loro vita ai figli. Hanno spesso dovuto sacrificare le vacanze per utilizzare quei soldi per la nostra istruzione e il nostro futuro. Per fortuna quell'anno decisero di pensare a se stessi: una crociera di due settimane fra le capitali del Nord Europa e i Fiordi.
Una crociera da sogno che ricordava loro quella fatta nel 1977 per il viaggio di nozze.

Insomma questa crociera se la meritavano tutta!

Però, però...

Arrivati a Copenhagen in aereo, prima di imbarcarsi sulla nave per due settimane, la brutta sorpresa: dei bagagli di mia madre nessuna traccia.
Mi ricordo la sua telefonata e la discussione conseguente fra me e mio marito.
"Amore hanno perso il bagaglio di mia madre!"
"Dai, magari ne approfitterà per fare shopping!"
"Amore io conosco bene mia madre, lei ha già fatto shopping prima di partire!"

Infatti così era. In quel bagaglio c'erano capi nuovi e superfighi acquistati per l'occasione. Sì perché mia madre, avesse ora la mia età, sarebbe certamente una fashion blogger. La sua immagine è curatissima, il guardaroba periodicamente rinnovato e il DNA ulula: è la figlia di due sarti e si vede.

Sono seguiti per lei quattro giorni da incubo. Infatti dalla compagnia aerea ottenne ben poco:
- ha potuto lavare e rilavare gratis gli abiti che aveva indosso e le poche cose del bagaglio a mano;
- ha ottenuto un buono per l'acquisto di un pantalone, una maglietta e un piumino;
- le hanno regalato due magliette.

Insomma molto poco rispetto ad una serie di outfit abbinati e studiati per una crociera. E le nei sa!

Quattro giorni, e quattro cene in nave praticamente in tuta, dopo finalmente il bagaglio. Insomma quasi un terzo della vacanza volato via nell'attesa.

Ora, io sono parecchio più incasinata in quanto ad outfit, ma ho anche delle forme difficili che necessitano lunghe ricerche per il paio di jeans e la maglietta che non mi facciano somigliare ad un insaccato, dunque ogni volta che scendo da un aereo tremo al pensiero che i miei jeans preferiti vengano smarriti. Sono la sola a pensarlo?

Questo post è stato offerto da Allianz Global Assistance